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IL FUTURO DELLA TIRRENIA SECONDO IL MINISTRO MATTEOLI Stampa E-mail
giovedì 19 febbraio 2009

Per la privatizzazione di Tirrenia non è possibile "spezzettare", perché non lo consente l'Unione europea, ma "se ci sono Regioni interessate vedremo come fare".

Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture lo ha spiegato in Senato, rispondendo ad una interrogazione in Aula sulla privatizzazione di Tirrena e riferendosi, in particolare, al confronto con le Regioni interessate al futuro delle flotte del gruppo per i collegamenti locali: Siremar in Sicila, Toremar in Toscana, Caremar in Campania, e Saremar in Sardegna. Dopo il confronto già avviato con le quattro Regioni per l'eventuale cessione della gestione, oggi "non possiamo fare una trattativa", dice Matteoli, perché Bruxelles "non lo consente", e anche "perché dopo i colloqui in Europa" la possibilità di una proroga a fine 2009 come termine per la privatizzazione "ci è stata data a voce, ancora non abbiamo una lettera ufficiale in mano". La posizione delle quattro Regioni è diversa, ricorda Matteoli: "C'é un interesse della Sicilia ad alcune condizioni. Ed un interesse ancora più forte in Sardegna, dove però è cambiata l'amministrazione. La Toscana non è interessata a fare l'armatore. Ed in Campania c'é stato un colloquio molto interlocutorio". Intanto per garantire i collegamenti locali c'é la "necessità di 46 milioni di euro": su questo fronte c'é "un tavolo aperto anche con le Regioni". "Mentre noi parliamo - ha aggiunto il ministro - c'é in gioco la vita di 3.800 dipendenti che meritano dal parlamento e dal governo una attenzione particolare".
Ultimo aggiornamento ( giovedì 19 febbraio 2009 )
 
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